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Cersaie 2026: le superfici diventano architettura

Dal 21 al 25 settembre Bologna ha ospitato la 43ª edizione di Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno. Il manifesto di quest’anno parlava di uno spazio contemporaneo più aperto e dinamico, capace di cambiare insieme al nostro modo di abitare. E le nuove collezioni lo confermano: pavimenti e rivestimenti non sono più lo sfondo della casa, ma uno strumento di progetto.

Superfici da toccare

La piastrella liscia e uniforme lascia il posto a superfici che si sentono sotto le dita: microincisioni, graniglie, scanalature, ondulazioni, bassorilievi. La tecnologia permette di far coincidere il rilievo con il disegno, così venature, fibre e inclusioni minerali diventano anche tattili.

Il punto non è copiare la natura, ma reinterpretarla. Pietra, legno, cemento, tessuto e argilla vengono tradotti in segni essenziali e irregolarità calibrate, con la resistenza e la facilità di pulizia tipiche della ceramica. È la stessa direzione che abbiamo visto ad aprile al Salone del Mobile: la materia torna protagonista.

La luce disegna la parete

Un rivestimento a rilievo cambia aspetto durante la giornata. Con la luce frontale appare quasi uniforme; quando la luce arriva di lato, radente, rivela ombre, profondità e variazioni sottili. Anche la finitura conta: l’opaco assorbe e ammorbidisce, il satinato crea riflessi delicati, il lucido intensifica colore e profondità.

Per chi progetta significa pensare rivestimento e illuminazione insieme. Una lama di luce integrata nel controsoffitto o una lampada d’autore come quelle di Davide Groppi possono trasformare una parete scanalata nel punto focale di una stanza, senza bisogno di decori aggiunti.

I colori della terra, in versione più quieta

La palette di Cersaie 2026 guarda al paesaggio: sabbia, calcare, grigio minerale, argilla, ocra, cotto, ruggine e tabacco, accompagnati da verde oliva, salvia e muschio. Rispetto ai toni saturi visti a Milano in primavera, qui i colori sono più morbidi e meno accesi.

Il bianco assoluto perde terreno. Il beige diventa una base ricca di sfumature, che diffonde la luce in modo più caldo. E le composizioni tono su tono prendono il posto dei contrasti netti: pavimento, pareti e arredi si legano attraverso piccole differenze di texture, opacità e temperatura del colore.

Geometrie e piccoli formati, accanto alle grandi lastre

Torna la decorazione geometrica, con un linguaggio più libero: listelli, mattoncini, moduli e piccoli formati posati in direzioni diverse per creare ritmo. Il disegno organizza lo spazio: sottolinea una zona funzionale, accompagna una parete in verticale, interrompe una superficie continua.

Questo non cancella le grandi lastre, che restano la scelta per superfici continue e con poche fughe. Le due cose convivono nello stesso progetto: grandi campiture essenziali e dettagli più espressivi dove servono, per esempio in un bagno o dietro il piano cucina.

Dentro e fuori, senza interruzioni

Gli effetti legno e pietra in gres permettono di usare lo stesso materiale, o due materiali coordinati, dal soggiorno alla terrazza. È uno dei modi più efficaci per far sembrare una casa più grande e più aperta sul paesaggio, soprattutto in Ticino, dove la vita all’aperto dura buona parte dell’anno.

Le superfici in gres porcellanato di Mirage, azienda che da oltre 50 anni produce pavimenti e rivestimenti per spazi residenziali, pubblici e commerciali, si prestano proprio a questa continuità. Dove si vuole il calore del legno vero, il parquet svizzero di Bauwerk si abbina alla ceramica, che resta la scelta per le zone più esposte all’acqua come bagno, cucina e ingresso.

Il bagno come laboratorio delle tendenze

Il bagno resta l’ambiente in cui queste idee si vedono meglio: rivestimenti a rilievo nella zona doccia, colori della terra, piccoli formati per la nicchia e grandi lastre per il pavimento. A completare il progetto, il vetro: le vetrate e i box doccia di TaccaGlass lasciano protagonista la superficie, e i sanitari in ceramica di Alice Ceramica dialogano con pavimenti e pareti.

La lezione di Cersaie 2026: calibrare, non accumulare

La tendenza più interessante non è un colore o un formato, ma un metodo: dosare gli effetti. Un rilievo forte si bilancia con un colore uniforme; un colore intenso si raffina con una texture appena percettibile; una superficie chiara acquista profondità con incisioni leggere.

Per questo pavimenti e rivestimenti vanno scelti all’inizio, insieme all’architettura e alla luce, non alla fine del cantiere. Con Architectural Things accompagniamo i clienti nella scelta dei materiali, campioni alla mano. Contattaci per progettare le superfici della tua casa.

Per approfondire: Architettura e salute mentale: come gli spazi influenzano il nostro equilibrio.

Fonti: Cersaie 2026: le nuove tendenze per pavimenti e rivestimenti – Arredamento.it · Cersaie 2026 e il manifesto – Cose di Casa · Guida a Cersaie 2026 – Ingenio

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