Venerdì 29 maggio 2026 scade il termine entro cui i Paesi dell’Unione europea devono recepire la Direttiva Case Green, ufficialmente Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD). È la norma che accompagnerà il patrimonio edilizio europeo verso emissioni zero entro il 2050. Ma cosa significa, in concreto, per chi oggi costruisce, compra o ristruttura casa?
La direttiva è entrata in vigore il 28 maggio 2024. Non obbliga i singoli proprietari a ristrutturare entro una data: fissa invece obiettivi per l’intero parco immobiliare di ogni Paese. Per il residenziale, il consumo medio di energia primaria deve scendere:
Ogni Stato deve decidere come arrivarci: con incentivi, regole sulle compravendite, priorità per gli edifici più energivori.
| Data | Cosa succede |
|---|---|
| 1° gennaio 2025 | Stop agli incentivi pubblici per le caldaie alimentate solo a combustibili fossili |
| 29 maggio 2026 | Termine per il recepimento nelle leggi nazionali |
| 1° gennaio 2028 | I nuovi edifici pubblici devono essere a emissioni zero |
| 1° gennaio 2030 | Tutti i nuovi edifici devono essere a emissioni zero |
| 2040 | Obiettivo di eliminare le caldaie a combustibili fossili |
A pochi giorni dalla scadenza, molti Stati sono in ritardo. L’Italia non ha ancora un decreto di recepimento e a marzo 2026 la Commissione europea ha avviato una procedura nei confronti di 19 Paesi, Italia compresa, per non aver presentato la bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. I dettagli pratici, dalle esenzioni alle regole sulle seconde case, arriveranno quindi con i decreti nazionali.
La classe energetica diventa un fattore di prezzo sempre più pesante. Un immobile poco efficiente oggi costa di più da scaldare e da raffrescare; domani rischia di valere meno, perché chi lo compra dovrà prevedere lavori. Al contrario, una casa già allineata agli standard del 2030 conserva valore e attira acquirenti e affittuari più attenti.
La direttiva introduce anche il passaporto di ristrutturazione: una tabella di marcia, edificio per edificio, che indica quali interventi fare e in che ordine. È uno strumento utile anche quando non è obbligatorio.
Il modo più efficace per ridurre i consumi è non disperdere energia. Prima degli impianti viene l’involucro: pareti, tetto e soprattutto le parti vetrate, che in molte case sono il punto più debole.
La Svizzera non fa parte dell’Unione europea e non deve recepire la direttiva. La direzione però è la stessa: le norme energetiche cantonali e standard come Minergie spingono già verso edifici a basso consumo. Per chi vive in Ticino e possiede immobili in Italia, o per chi investe da entrambi i lati del confine, conoscere le due regole è diventato indispensabile.
I dettagli italiani arriveranno, ma la direzione è chiara. Chi progetta oggi una nuova casa o una ristrutturazione dovrebbe già ragionare con gli standard del 2030: costa meno farlo adesso che rincorrere le regole tra qualche anno.
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Per approfondire: Eco-brutalismo, l’anima green del cemento moderno.
Fonti: Recepimento EPBD: Italia, Germania, Austria e Spagna – Ingenio · Linee guida UE sulla direttiva EPBD – Certifico · Direttiva Case Green, obiettivi – Infobuild
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