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Architettura 2026: meno spettacolo, più sostanza

Per anni l’architettura più celebrata è stata quella più fotogenica: forme audaci, edifici-icona, gesti da copertina. Il 2026 segna un cambio di rotta. Le tendenze dell’architettura 2026 premiano progetti più silenziosi, radicati nel luogo, costruiti con materiali scelti con cura e pensati per durare. Meno spettacolo, più sostanza.

Cosa dicono i premi del 2026

L’8 giugno Architizer ha annunciato i vincitori dei suoi A+Awards, il programma di premi di architettura più internazionale: oltre 200 studi da più di 80 Paesi. Diversi giurati hanno notato la stessa cosa: i progetti migliori non sono i più appariscenti, ma i più legati al loro contesto.

Temi che fino a pochi anni fa erano di nicchia sono diventati dominanti:

  • riuso adattivo degli edifici esistenti;
  • strutture a basse emissioni, a partire dal legno;
  • adattamento al clima;
  • materiali locali e tecniche costruttive tradizionali, usati per funzionare meglio e non per nostalgia.

Le decisioni più interessanti, in altre parole, si prendono sotto la superficie: nei materiali e nella struttura, prima che nell’estetica.

Tre progetti che raccontano il cambiamento

Limberlost Place, Toronto. Un edificio universitario di 10 piani a zero emissioni nette, con struttura in legno lamellare lasciata a vista, firmato da Moriyama Teshima Architects con Acton Ostry Architects. Secondo i progettisti, la struttura in legno ha ridotto di circa il 30% le emissioni incorporate rispetto al calcestruzzo. Due camini solari garantiscono la ventilazione naturale.

Biribinhas House, Brasile. Lo Studio MK27 ha ricostruito una casa sulla stessa impronta di quella esistente. Il piano superiore è avvolto da schermi in legno che filtrano luce e aria, e la copertura reinterpreta una tecnica costruttiva locale fatta di sottili rami intrecciati. Il risultato è una casa che si raffresca da sola, con ombre che cambiano durante il giorno.

AquaPraça. La piazza galleggiante di Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon, nata per la Biennale di Venezia 2025, si adatta al livello dell’acqua invece di difendersi da esso: un manifesto dell’architettura che convive con il clima che cambia.

Riusare prima di costruire

Il riuso adattivo, o adaptive reuse, significa trasformare un edificio esistente per un nuovo uso invece di demolirlo. Dalla Tate Modern di Londra alla Fondazione Prada di Milano, gli esempi più noti riguardano grandi edifici industriali. Ma lo stesso principio vale per una villa degli anni Settanta, un rustico ticinese o un piccolo condominio.

Riusare conviene per tre ragioni:

  1. Ambiente. Struttura e fondazioni contengono gran parte dell’energia già spesa per costruire: conservarle evita nuove emissioni.
  2. Identità. Un edificio con una storia ha un carattere che il nuovo fatica a ricreare.
  3. Tempi e regole. Spesso trasformare è più rapido e più semplice che ottenere i permessi per costruire da zero.

Il tema chiave è come intervenire. Sopraelevazioni e ampliamenti in legno, come quelli realizzati da Abito Holz, sono leggeri, rapidi da montare e ad alto isolamento: ideali per aggiungere volume a un edificio esistente senza sovraccaricarlo.

Il legno come struttura, non solo come finitura

Limberlost Place mostra dove può arrivare il legno strutturale. Nel residenziale il legno offre gli stessi vantaggi su scala più piccola: cantieri più veloci e asciutti, buon comportamento sismico, comfort acustico e termico. E lasciato a vista diventa parte dell’architettura degli interni.

La coerenza si gioca anche nei dettagli. Serramenti in legno e legno-alluminio su misura, come quelli di Bomè, e pavimenti in legno come il parquet svizzero di Bauwerk completano un involucro in cui materiale, struttura e finiture parlano la stessa lingua.

Materiali locali e verde che lavora

La lezione di Biribinhas House è semplice: i materiali del luogo e le tecniche tradizionali spesso funzionano meglio delle soluzioni importate. In Ticino significa pietra, legno, intonaci naturali, logge e portici che fanno ombra. Elementi che il progetto contemporaneo può reinterpretare con un linguaggio attuale.

Anche il verde smette di essere decorazione e diventa parte del funzionamento dell’edificio: pareti e giardini verticali come quelli di Verde Profilo ombreggiano, abbassano la temperatura delle superfici e migliorano il microclima, dentro e fuori casa.

Cosa significa per chi progetta casa oggi

  • Partire da ciò che c’è. Prima di demolire, valutare cosa si può conservare e trasformare.
  • Scegliere la struttura con lo stesso impegno della facciata. È lì che si decidono emissioni, comfort e durata.
  • Usare il luogo come risorsa. Orientamento, materiali e clima locale sono il primo strumento di progetto.
  • Preferire la qualità duratura all’effetto immediato. Un edificio che invecchia bene vale più di uno che stupisce per una stagione.

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Per approfondire: Chalet e baite in montagna: il calore del legno, tra tradizione e architettura contemporanea.

Fonti: A+Awards 2026: research over spectacle – DesignWanted · Da spazi abbandonati a luoghi famosi: 10 progetti di trasformazione – Domus

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